martedì 24 luglio 2007

una lingua materna e due straniere

Gli I n t r o d u z i o n e
Dal luglio 2003 la Commissione europea adotta la comunicazione " Promuovere l' apprendimento delle lingue e la diversità linguistica : piano d' azione 2004- 2006 ". Un anno prima,nel febbraio 2002, i Ministri dell' Istruzione e della Gioventù dell'Unione Europea adottano un èprogramma di lavoro particolareggiato per i perseguimento degli obiettivi dei sistemi di istruzione e di formazione in Europa.Il programma cita esplicitamente la conoscenza delle lingue straniere tra le competenze di base che tutti i cittadini europei devono possedere.
Così hanno preso corpo molti progetti sulle lingue attivati nei vari Stati e si è diffuso velocemente in Europa il detto " una lingua materna e due lingue straniere ".1+2.
l'Unione Europea ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia nel settore dell' istruzione e della formazione . Per Bruxelles ogni cittadino europeo dovrebbe essere capace di comunicare in d u e lingue oltre che nella propria, la lingua materna. Sarà possibile ? Quali sono i progetti che le scuole dei diversi Stati membri hanno attivato per raggiungere questo ambizioso fine ?. Qual è l' utilità che ciascuno di noi impari le lingue straniere ?.
G l i europei e le lingue
Lingua materna più due lingue è senz'altro un obiettivo lodevole, che deve tener conto delle diversità linguistiche in Europa e delle domande prima manifestate.C' è da dire che per misyrare la distanza che separa l ' U E dall' obiettivo indicato - 1 + 2 - è necessario conoscere le competenze le attuali competenze linguistiche degli europei, oggi quasi 500 milioni. Fortunatamente questa difficile operazione è stata svolta dall' Eurobarometro, con un apposito Rapporto dal titolo " Gli europei e le lingue straniere ",rapporto diffuso in occasione dell'inaugurazione dell'Anno europeo delle lingue del 2001.
Dai dati raccolti risulta che più di un europeo su due parla una lingua straniera ( il 53,3 % degli intervistati ) ,mentre il 26 % afferma di conoscerne due. La lingua straniere più diffusa è l'inglese ( 41 % degli intervistati),poi viene il francese (19%), il tedesco (10%),lo spagnolo (7 %) e l' italiano ( 3 %). Si è riscontrato che l' età e il livello d'istruzione incidono notevomente sulle competenze linguistiche . Le categorie dei più giovani ( dai 15 ai 24 anni) e delle persone dal livello di istruzione più elevata sono quelle in cui si trova il maggior numero di poliglotti dichiarati.
Un altro aspetto emerso nel Rapporto UE chiarisce che cosa si deve intendere per " conoscere una lingua ". E qui conoscere si affianca a praticare, cioè usare la lingua interessata. Risulta che solo il 14 % degli europei conoscono almeno una lingua straniera,perchè la praticano almeno un' ora o più al giorno .Questo valore sale al 29 % se il periodo di riferimento è una settimana. Predomina tra i parlanti ( 35 % ) l' uso occasionale durante i soggiorni all'estero o gli incontri/ visite di stranieri.
Sulla motivazione ad imparare una lingua .gli europei rispondono nel mettere al primo posto le vacanze all' estero ( 47 % degli intervistati),poi viene la " soddisfazione personale "( 37 %),mentre i motivi di lavoro raggiungono una quota modesta, il 26%. Sull' acquisizione di nuove lingue, si diffonde piano piano la convinzione ch' essa è possibile in qualsiasi periodo della vita,purchè esista una concreta motivazione . L' apprendimento può avvenire in luoghi molteplici. Il principale punto comune è il rapporto tra allievo e insegnanti ,indipendentemente dall' età degli allievi e dal fatto che il corso si svolga in una scuola propriamente detta, o in una scuola serale, o all' interno di un' impresa.L' apprendimento delle lingue richiede inoltre la partecipazione attiva dell'alunno ,mentre il nuovo ruolo dell' insegnante consiste oggi più nel consigliare,guidare,valutare e correggere che nel trasmettere le conoscenze da un'emittente (il docente) e un ricevente ( l'allievo). Oggi poi estremamente innovative sono le metodologie e i sussidi pedagogici e didattici, a cui vanno aggiunte le risorse introdotte dai multimedia e da internet.
I l i m i t i della lingua inglese
Il citato Rapporto considera anche l'arricchimento intellettuale che deriva dall'apprednimento delle lingue,oltre al consolidamento sul piano professionale portato al soggetto plurilingue,il quale permette alle imprese una maggiore capacità di comunicazione e di contatti con il mondo economico e il mercato del lavoro.
Nel Rapporto si pone la domanda " Perchè imparare d u e lingue ? " E l' altra domanda :"Basterebbe imparare una lingua diffusa, una lingua franca come l' inglese ? ".Gli esperti del settore ,dopo aver chiarito i rapporti tra una lingua e la sua cultura di riferimento,sostengono che per avere una vera comprensione reciproca e per apprezzare un' altra cultura è necessario poter dialogare nella lingua del posto. Se la lingua straniera che una persona ha imparato è una lingua franca. ammettiamo l' inglese,, questo rapporto tra lingua e cultura verrà meno. Infatti la lingua franca non permette di far fronte a tutte le situazioni che si possono creare nell' ambiente e nella vita di relazione. Guardando le situazioni di vita quotidiana,può accadere che un italiano può essere assunto in Germania, a Berlino, per un lavoro che richiede solo la conoscenza dell' inglese.Ciò non toglie che dovrà conoscere anche il tedesco per potersi integrare nella ditta dove lavora e nell'ambiente dove vive.Tale persona dovrà comunicare con i colleghi in tedesco,segnatamente per sentirsi a suo agio nella vita sociale tedesca e nelle situazioni di tutti i giorni.
C' è inoltre da aggiungere che l' inglese non è necessariamente una priorità per tutti,come spesso si sente dire in giro,.In molti casi è più importante la lingua del paese vicino,proprioper evitare situazioni irrazionali di certi soggetti che,imparando solo l' inglese,non possono comunicare con i cittadini della Baviera o della periferia di Grenoble,popolazioni vicine ai confini italiani.
Pertanto assume importanza e significato il progetto dell' UE sul piano del plurilinguismo con la soluzione " una lingua materna + due - 1+ 2, un progetto impegnativo e complesso,perchè imparare una lingua è difficile, impararme due .... è ancora di più. L' importante, come si dice, è
fare il primo passo. Poi imparata la prima lingua straniera,è più facile imparare la seconda... e poi anche la terza. Questo percorso è sostenuto in vari modi da interventi e progetti dell' Unione Europea, da scambi di buone pratiche, da informazioni che facilitano la mobilità di insegnanti e di studenti . Tutto è in funzione dell' apprendimento delle lingue e della diversità linguistica,tutto per il piano d' azione europea " 1 + 2 " per divenire plurilingui. viga